01.05.2026 - Europakonzert 2026 da Eisenstadt - Palazzo Esterházy (Digital Concert Hall)

Pubblicato il 4 maggio 2026 alle ore 15:07

Foto di Lena Laine

Il 1° maggio, nella cornice del Palazzo Esterházy, si è tenuto il 35° Europakonzert dei Berliner Philharmoniker, all’insegna del classicismo e della sua eredità europea. Il luogo stesso, profondamente legato alla figura di Joseph Haydn, ha conferito al concerto un valore simbolico particolarmente forte.

L’Europakonzert 2026, diretto da Kirill Petrenko, si è configurato come un itinerario attraverso la Prima Scuola Viennese e le sue eredità, accostando Haydn e Ludwig van Beethoven a riletture successive del classicismo come quelle di Pyotr Ilicic Tchaikovsky e Igor Stravinsky.

Il concerto si apre con l'Ouverture in Re Maggiore di Haydn, seguita in maniera brillante ma al tempo stesso piuttosto semplice nell’approccio: il risultato è stato elegante e ben rifinito, ma leggermente privo di quella sottile vivacità che presenta Haydn nella composizione. Segue la suite da Pulcinella di Stravinsky: l'esecuzione ha evidenziato la chiarezza delle linee e il carattere teatrale della scrittura, con una resa ritmica incisiva e una notevole cura per i dettagli timbrici. Bisogna poi ricordare la prova quasi da solista del primo violino Noah Bendix-Balgley, in particolare per il primo e il secondo movimento, "Sinfonia" e "Serenata", che ha eseguito senza eccessi e in maniera virtuosa. Si passa, poi, alle Variazioni su un tema rococò di Tchaikovsky, con solista Gautier Capuçon. La sua interpretazione si è distinta per eleganza e controllo: il suono, pieno ma sempre misurato, si è inserito perfettamente nel tessuto orchestrale leggero costruito da Petrenko. Il solista ha privilegiato la cantabilità e la chiarezza della linea melodica e il virtuosismo, pur presente, non è mai risultato esibito, ma sempre funzionale al discorso musicale; in alcuni momenti, tuttavia, si sarebbe potuto cercare un maggiore slancio espressivo. L’orchestra ha accompagnato con estrema leggerezza, creando un tessuto sonoro trasparente. In seguito, Capuçon, assieme ad altri violoncellisti dell'orchestra, ha eseguito come bis "El cant dels ocells" di Pablo Casals, che è al termine ha tributato ovazioni.

Dopo la pausa, si conclude il concerto con la Seconda Sinfonia di Beethoven. Diversamente da altre letture beethoveniane di Petrenko, talvolta caratterizzate da un gesto più preciso e da un suono denso, in questa occasione il direttore ha scelto un approccio più cantabile e disteso. Nel primo movimento, "Adagio molto - Allegro con brio", l’andamento si è mantenuto serrato ma comunque limpido, con un’architettura costruita con rigore ben preciso, schematico; tuttavia, a questa chiarezza si è unito un fraseggio più caldo rispetto ad altre sue interpretazioni. Il secondo movimento, "Larghetto", si è distinto per una linea melodica elegante e distesa, sostenuta da un tempo poco più scorrevole del consueto. Il terzo movimento, lo "Scherzo", ha mostrato una notevole coesione ritmica, unita a una leggerezza che ha restituito pienamente il carattere giocoso e virtuoso del brano. Nel "Finale", Petrenko ha guidato l’orchestra con grande lucidità verso una conclusione brillante, sostenuta da una tensione formale costante ma sempre elegante.

La direzione di Petrenko, dunque, si è distinta per precisione e controllo, con un’attenzione costante all’equilibrio tra le sezioni. Più che puntare su effetti spettacolari, il direttore ha costruito un discorso coerente, lavorando sulle articolazioni e sulle transizioni. L’orchestra ha risposto con una qualità sonora altissima, soprattutto negli archi.

Gautier Capuçon ha offerto un’interpretazione di grande eleganza: il suo suono si è distinto per la capacità di mantenere un equilibrio tra virtuosismo e cantabilità. Più che cercare effetti spettacolari, il violoncellista francese ha privilegiato la linea melodica, restituendo il carattere quasi galante del brano. In alcuni passaggi però si sarebbe potuto osare maggiormente sul piano espressivo.

Al termine del concerto, il pubblico ha accolto l’esecuzione con applausi lunghi e calorosi. Come da tradizione, il concerto segna l’inizio di una serie di appuntamenti che vedranno i Berliner Philharmoniker impegnati in altre importanti sedi europee, quali Vienna, Monaco, Künzelsau e Berlino stessa; tuttavia, nelle date che seguono, il programma non prevede l'Ouverture di Haydn.

★★★★½


Crea il tuo sito web con Webador