29.04.2026 - Concerto in occasione dei 90° del Maestro Zubin Mehta - Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Pubblicato il 3 maggio 2026 alle ore 10:43

Il 29 aprile, per festeggiare il compleanno del Maestro Zubin Mehta, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino ha ospitato una serata dal grande valore simbolico. Il sovrintendente del teatro, Carlo Fuortes, è riuscito ad anticipare le tantissime orchestre che hanno accompagnato la lunghissima carriera del Maestro, e a portarlo a Firenze per celebrare i suoi 90 anni in una cornice solenne e affettuosa, come meritava una figura tanto importante della direzione d’orchestra internazionale.

Dopo aver festeggiato gli 80 anni al Musikverein di Vienna con i Wiener Philharmoniker in un programma interamente beethoveniano (Leonore Ouverture N. 3, Concerto per pianoforte e orchestra N. 3 con solista Daniel Barenboim e la Sinfonia N. 7) anche questo nuovo traguardo non poteva che essere segnato da Beethoven, autore con cui Mehta ha sempre mostrato un legame profondo e naturale: solo a Firenze ha diretto la Sinfonia N. 9 ben sette volte, tra cui, momento che spicca, per l'inaugurazione del nuovo teatro in Piazza Vittorio Gui, nonché quello odierno.

Nel primo movimento, "Allegro ma non troppo, un poco maestoso", si è avvertita fin da subito una tensione palpabile, costruita attraverso un’introduzione del tema iniziale con un crescendo graduale e ben controllato. Gli archi sono stati particolarmente presenti, mentre gli ottoni hanno mantenuto un registro più contenuto, contribuendo a un equilibrio complessivo che privilegiava l'enfasi più che la chiarezza strutturale. Nel secondo movimento, "Molto vivace", l’energia ritmica è risultata incisiva, ma si è percepita una minore attenzione per i timpani, che non sono emersi con la forza che spesso caratterizza questa sezione. Nonostante ciò, il movimento ha mantenuto una perfetta compattezza, con un andamento deciso e ben controllato. Il terzo movimento, "Adagio molto e cantabile", è stato interpretato in modo particolarmente lieto e disteso, senza indulgere in tempi eccessivamente lenti; Mehta è riuscito a preservare la levità e l’intimità che caratterizzano questa pagina, donandole una consistenza quasi eterea. L’ultimo movimento, "Presto", ha naturalmente rappresentato il culmine del concerto: ogni sezione è stata attraversata da una passione palpabile, e la travolgente fuga che precede la ripresa del tema, questa volta accompagnata dalle voci del coro, ha offerto uno dei momenti più emozionanti della serata. La coda finale, rapida e coinvolgente, ha visto le percussioni, in particolare piatti e timpani, al centro dell’azione, creando un’esplosione sonora capace di lasciare senza fiato.

Mehta, ovviamente, a quest’età è già tanto che dirige. Il gesto è apparso molto contenuto e, nonostante la grandezza della partitura, estremamente semplice, talvolta persino simile nella conduzione delle diverse sezioni. Tuttavia, l’orchestrazione generale ha restituito tutt’altro risultato: una costruzione sonora ampia, coerente, capace di mantenere equilibrio tra le sezioni e di valorizzare la struttura della sinfonia senza forzature. L’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino hanno risposto con precisione e partecipazione, mostrando compattezza e duttilità timbrica.

Il quartetto dei solisti ha cantato in maniera pertinente, senza eccellere: Jessica Pratt ha offerto una linea luminosa e precisa, Szilvia Vörös un timbro caldo e ben integrato, Bernard Richter (che sostituisce Ian Koziara) eleganza e chiarezza, e Simon Lim una base solida e autorevole. L’equilibrio complessivo è risultato convincente, sempre coerente con la visione dell’insieme.

Al termine, il pubblico ha reagito con applausi lunghi e calorosi, trasformando la sala in un luogo di festa e con il Maestro visibilmente commosso. In seguito, il sovrintendente, Fuortes e la sindaca di Firenze, Sara Funaro, sono saliti sul palco per rendere omaggio al direttore: Fuortes ha consegnato a Mehta una bacchetta d’oro, dono del Maggio in collaborazione con Cassetti, spiegando che si trattava di un riconoscimento per tutta la musica straordinaria che il Maestro aveva offerto al pubblico nel corso di oltre sessant’anni di carriera. L’orchestra e il coro hanno poi intonato “Tanti auguri”, mentre coriandoli dorati, lanciati dai lati del palcoscenico, hanno ricoperto la scena, contribuendo a creare un’atmosfera di autentica celebrazione. La serata si è poi conclusa in un clima più raccolto: Mehta si è trattenuto a cena in teatro con un gruppo ristretto di ospiti, tra familiari e amici storici, tra cui Plácido Domingo, Daniel Barenboim e Francesco Giambrone (sovrintendente dal 2010 al 2015) giunti a Firenze per l’occasione.

★★★★☆


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