Verdi: Otello - Rai Trade / TDK

Pubblicato il 4 dicembre 2025 alle ore 21:37

Si avvicina sempre di più il momento della Prima alla Scala: un momento in cui tutto il mondo ha gli occhi puntati verso Milano, anche per curiosità, per scoprire cosa ci propone il Piermarini. Fino al 2019, era buona tradizione condividere l'evento sotto forma di DVD, come ricordo; poi, probabilmente per il Covid e per i diritti tv, questa buona usanza si è persa, quasi, del tutto, anche perché ora gli spettacoli recenti del Massimo milanese si trovano solo su Raiplay e per un periodo molto ristretto, circa 15 giorni.  Se dobbiamo proprio dire la verità. è già tanto che possiamo vedere la diretta in alta definizione, perché, in effetti, prima dell'apertura dell'anno 2016/2017, l'opera inaugurale era trasmetta su Rai5, senza introduzione (non che ora con la Carlucci sia meglio) che rendeva il tutto un po' fine a sé stesso, giusto per farlo.

Dopo questa doverosa premessa, parliamo dell'opera di questo DVD. Si parla di uno dei 11 dischi usciti per la catena "Un palco all'opera", che si potevano ottenere come supplemento al Corriere della sera. In effetti, in particolare questa edizione, ha più versioni di varie case discografiche, infatti sui siti maggiori di vendita online troviamo edizioni di ArtHaus Musik e di EuroArts.

La serata vide l’Otello di Verdi chiamato ad aprire, dunque, la stagione scaligera: un appuntamento che unì il rigore interpretativo di Riccardo Muti a un cast di stelle guidato da Plácido Domingo nel ruolo-titolo, Barbara Frittoli come Desdemona e Leo Nucci come Jago.

La serata si sofferma sicuramente sula figura del protagonista, Plácido Domingo : il suo Otello, cantato con esperienza (l'ha cantato diverse volte in giro per il mondo, prima di tutto al Met con la regia di Zeffirelli), mostrava una linea di canto sempre controllata e una partecipazione scenica credibile, tanto che quella serata venne salutata come un appuntamento importante nella lunga frequentazione del ruolo da parte sua.

A seguire, Barbara Frittoli offrì una Desdemona di raffinata purezza timbrica; pur non essendo una Desdemona “ingenuamente” lontana dalle complessità del personaggio, la sua resa dei momenti di intimità e dei pianissimi fu toccante e sempre attenta al fraseggio verdiano.

Leo Nucci costruì un Iago acuto e paternalmente sinistro: la sua capacità di cesellare frasi e inflessioni trasformava ogni parola in un’intimidazione sottile, e la sua presenza scenica completava efficacemente il triangolo tragico centrale.

Riguardo la conduzione, fu il punto più alto della serata: Riccardo Muti, dirigendo con rigore e chiarezza, evidenziò la complessa tessitura orchestrale di Verdi e il rapporto fra parola e orchestra, restituendo un discorso sempre fraseggiato e attento ai dettagli dinamici. L’orchestrazione resa dal Maestro emerse con particolare chiarezza: la scrittura degli archi, i contrasti timbrici tra fiati e percussioni, e i motivi ricorrenti che scandiscono l’evoluzione psicologica dei personaggi vennero valorizzati nella loro precisione e nel loro peso drammatico.

La regia, firmata da Graham Vick con scene di Ezio Frigerio e costumi di Franca Squarciapino, fu invece il punto più discusso: pur essendo complessivamente funzionale e per certi aspetti regale, risultò poco capace di offrire una lettura nuova del conflitto interiore tra i personaggi. Le soluzioni sceniche, monumentali e curate, non sempre riuscivano a entrare nel sottile gioco psicologico che l’opera richiede; ne derivava una messa in scena che, sebbene non priva di dignità, pareva talvolta in superficie rispetto alla profondità musicale proposta dal podio.

Gli applausi documentati nel DVD non permettono di distinguere in modo chiaro le reazioni del pubblico ai singoli interpreti. La ripresa mostra infatti un applauso unico e piuttosto breve, con tutti gli artisti già riuniti sul palcoscenico, senza le tradizionali chiamate individuali che aiutano a capire consensi e dissensi. L’unico momento in cui si percepisce una differenza evidente è l’ingresso di Riccardo Muti: mentre una parte del cast sta entrando in scena, il volume e il calore degli applausi aumentano quando entra il direttore, segnalando un riconoscimento particolare nei confronti del maestro, nonostante la sintesi imposta dalla registrazione renda tutto il resto meno leggibile.


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