Nuove uscite: il ciclo integrale delle sinfonie di Mahler / Deutsche Grammophon

Pubblicato il 22 ottobre 2026 alle ore 13:37

È quasi il momento: il 23 ottobre sarà possibile ascoltare su tutte le piattaforme digitali il ciclo completo delle sinfonie di Gustav Mahler, interpretate da Andris Nelsons alla guida dei Wiener Philharmoniker. È l'apoteosi di un percorso cominciato nell'agosto 2018 e concluso lo scorso maggio, che ha portato il direttore lettone e la compagine viennese ad affrontare uno dei repertori più complessi e affascinanti della storia della musica. La pubblicazione, firmata Deutsche Grammophon e acquistabile in un cofanetto di 12 CD, riunisce registrazioni dal vivo realizzate nell'arco di otto anni, restituendo le diverse tappe di un progetto che si è sviluppato attraverso concerti, festival e tournée internazionali.

Lo stesso Nelsons considera la musica di Mahler una fonte di infinito fascino, capace di parlarci a un livello universale, creando al contempo una connessione intima e personale con ogni ascoltatore. Come ha dichiarato il maestro, si tratta di una musica in grado di dare vita a «una connessione quasi mistica tra te, il compositore e la musica, che trascende il tempo e lo spazio, toccando direttamente la tua anima». Parole che ben restituiscono la natura di un corpus sinfonico nel quale convivono dimensioni monumentali e momenti di estrema intimità, slanci vitali, inquietudini e profonde riflessioni sull'esistenza.

Il ciclo si distingue anche per la varietà delle circostanze in cui sono nate le registrazioni: le sinfonie sono state eseguite in diverse sale da concerto e in momenti differenti, talvolta più volte nell'arco degli anni e spesso accostate ad altre composizioni, entrando così in dialogo con linguaggi musicali differenti. La Sinfonia N. 1, ad esempio, risale al febbraio 2026, quando Nelsons e i Wiener Philharmoniker l'hanno proposta insieme al Concerto per pianoforte e orchestra N. 3 di Béla Bartók, con Lang Lang come solista; il programma è stato successivamente portato in tournée negli Stati Uniti. Bisogna invece tornare all'agosto 2018 per la Sinfonia N. 2, “Resurrezione”, eseguita nell'ambito del Festival di Salisburgo e accostata al Concerto per tromba e orchestra “Nobody knows de trouble I see“ di Bernd Alois Zimmermann. La Sinfonia N. 3 è stata eseguita due volte: al Musikverein di Vienna nel maggio 2026 e al Festival di Salisburgo nell'agosto 2021. Ancora Salisburgo è il luogo di riferimento per la Sinfonia N. 4, eseguita nell'agosto 2023 insieme al Concerto per violino e orchestra “Alla memoria di un angelo” di Alban Berg, con Augustin Hadelich come solista. Particolarmente significativa è anche la Sinfonia N. 5, pubblicata in anteprima dalla Deutsche Grammophon il 1° maggio 2026 e già disponibile in formato digitale e in doppio LP; il ciclo comprende la registrazione realizzata nell'agosto 2022 al Festival di Salisburgo, dove la sinfonia era stata accostata al Concerto per pianoforte e orchestra N. 2 di Bartók, con Yefim Bronfman al pianoforte. Nell'ottobre 2024, invece, Nelsons e l'orchestra viennese avevano riproposto la partitura a Vienna insieme al Concerto per violino e orchestra N. 1 di Sergei Prokofiev, con Midori come solista. La Sinfonia N. 6, la "Tragica", è legata al Festival di Salisburgo nell'agosto 2020, mentre per la successiva bisogna spostarsi nuovamente a Vienna, dove venne eseguita nel gennaio 2023. La Sinfonia N. 8, una delle più imponenti creazioni di Mahler per organico e dimensioni, rappresenta una delle tappe più recenti del progetto: la registrazione risale al maggio 2026, alla Konzerthaus di Vienna. Il percorso comprende inoltre la Sinfonia N. 9, eseguita a Salisburgo nell'agosto 2024, e si lega anche all’”Adagio" della Decima, l'ultima sinfonia lasciata incompiuta dal compositore e presentata nell'agosto 2025 accanto alla Sinfonia N. 10 di Dmitri Sostakovich.

Importante ricordare anche i solisti e le compagini corali che partecipano a questo progetto. Il cast comprende i soprani Lucy Crowe, Ying Fang, Christiane Karg, Sarah Wegener e Jacquelyn Wagner; il mezzosoprano Ekaterina Gubanova; i contralti Wiebke Lehmkuhl e Tamara Mumford; il tenore Benjamin Bruns; il baritono Michael Nagy e il basso Tareq Nazmi. A loro si affiancano il Coro della Radio Bavarese, il Singverein di Vienna e il Coro dei Ragazzi di Vienna, protagonisti delle parti corali nelle Sinfonie Nn. 2, 3 e 8. La presenza di queste voci contribuisce a restituire la varietà di un universo musicale nel quale la scrittura orchestrale si intreccia con quella vocale, fino a raggiungere, soprattutto nelle partiture di più ampie dimensioni, una concezione sinfonica che supera i confini tradizionali del genere.

Il ciclo si distingue anche per la varietà delle circostanze in cui sono nate le registrazioni. Le sinfonie sono state eseguite in diverse sale da concerto e in momenti differenti, talvolta più volte nell'arco degli anni e spesso accostate ad altre composizioni, entrando così in dialogo con linguaggi musicali differenti.

A tenere insieme queste diverse tappe è naturalmente il rapporto tra Nelsons e i Wiener Philharmoniker. L'incontro fra la sensibilità del direttore lettone e una compagine orchestrale legata da una lunga tradizione alla musica di Mahler costituisce uno degli aspetti centrali dell'intero progetto. La varietà delle sedi, delle occasioni esecutive e dei programmi restituisce inoltre un'immagine tutt'altro che statica del ciclo, nato attraverso il confronto diretto con il pubblico e con le condizioni di ciascuna esecuzione dal vivo.

Con la pubblicazione del 23 ottobre, questo itinerario diventa finalmente disponibile nella sua interezza, consentendo di attraversare le diverse tappe della produzione sinfonica mahleriana in un'unica raccolta. Dalla freschezza giovanile della Prima alla tensione drammatica delle sinfonie centrali, fino alle dimensioni più visionarie e introspettive delle ultime pagine, il ciclo offre l'occasione di riscoprire un autore che continua a parlare agli ascoltatori di oggi con una forza sorprendente. Un progetto che riunisce anni di lavoro e di concerti e che fa ben sperare per il ciclo dell'anno prossimo dedicato alle sinfonie di Ludwig van Beethoven, in occasione dei 200 anni dalla sua morte.


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