Nuove uscite: Lise Davidsen interpreta Verdi / Decca

Pubblicato il 4 settembre 2026 alle ore 14:17

Come settimo album pubblicato per l’etichetta “Decca”, Lise Davidsen sceglie Giuseppe Verdi. Nasce così “Verdi”, il nuovo progetto discografico del soprano norvegese, in uscita l’11 settembre 2026 su tutte le piattaforme e disponibile anche in formato fisico. L’album è interamente dedicato al compositore italiano e raccoglie una selezione di pagine tratte da alcune delle sue opere più celebri. Quello di Davidsen, però, non è semplicemente un disco costruito come una lunga carrellata di celebri arie verdiane.

La scelta dell’interprete è infatti molto più precisa: le opere presenti sono soltanto cinque, Macbeth, Un ballo in maschera, La forza del destino, Don Carlo e Aida, e il programma segue l’ordine cronologico delle composizioni. In questo modo il disco permette di attraversare diverse fasi della produzione verdiana e di seguire, attraverso la voce di Davidsen, l’evoluzione del linguaggio musicale e drammatico del compositore.

Ad accompagnare il soprano è la London Philharmonic Orchestra, diretta da Edward Gardner, presenza centrale dell’intero progetto. In due dei brani dedicati a La forza del destino, inoltre, intervengono gli Apollo Voices, a completare l’organico vocale e orchestrale. Il risultato è un album di 15 tracce e poco più di un’ora di musica, costruito interamente attorno al repertorio verdiano più adatto alla voce della soprano norvegese.

Il percorso si apre con Macbeth, al quale sono riservati ben cinque numeri. La coincidenza non è casuale: proprio al Metropolitan Opera di New York, dal 22 settembre al 20 ottobre 2026, Davidsen sarà infatti Lady Macbeth nella nuova produzione dell’opera diretta da Louisa Proske, con Yannick Nézet-Séguin sul podio; al suo fianco ci saranno Quinn Kelsey nel ruolo di Macbeth, Freddie De Tommaso come Macduff e Ryan Speedo Green come Banquo. Il soprano affronta “Nel dì della vittoria” e “Duncano sarà qui?” dal primo atto (già disponibili all’ascolto), per poi passare a “La luce langue” dal secondo. La sezione conclusiva dell’opera è rappresentata da “Vegliammo invan due notti” e da “Una macchia è qui tuttora”, uno dei momenti più intensi e drammatici dell'intero programma.

Dopo Macbeth, il programma prosegue con Un ballo in maschera: qui Davidsen affronta la prima parte del secondo atto, compreso il preludio, a cui seguono “Ecco l'orrido campo" e “Ma dall'arido stelo divulsa”, prima di arrivare alla celebre “Morrò, ma prima in grazia” del terzo atto.

Segue La forza del destino, rappresentata da “Son giunta!” – “Madre pietosa vergine” e “La vergine degli angeli”. È una presenza che assume un significato particolare nella discografia di Davidsen, considerando che Verdi aveva già avuto un posto importante nel suo precedente album “Beethoven – Wagner – Verdi”, pubblicato da Decca nel 2021 e registrato proprio con la London Philharmonic Orchestra, allora diretta da Sir Mark Elder. Non solo, il soprano ha potuto farsi valere nel ruolo di Leonora già al Sommernachtskonzert 2024, diretto da Andris Nelsons, eseguendo la famosissima aria "Pace, pace, mio Dio!"

Il quarto capitolo è Don Carlo, con tre pagine: “Non piangar, mia compagna”, “Tu che le vanità” e “Francia, nobile suol, si caro ai miei verd’anni!". La scelta mette insieme momenti differenti dell’opera e porta nuovamente in primo piano la dimensione più intima e malinconica della scrittura verdiana, prima di arrivare all’ultima tappa del percorso. A chiudere il disco è infatti Aida, con “Ritorna vincitor!”, una delle grandi scene per soprano dell’intero repertorio verdiano. È anche l’ultimo brano del programma e, seguendo la successione cronologica scelta per l’album, rappresenta il punto d’arrivo di questo viaggio attraverso il teatro musicale di Verdi.

L’album, dunque, si presenta quindi come un progetto molto preciso: Davidsen non prova ad affrontare l'intero catalogo del compositore, ma si concentra su cinque opere seguendo un percorso che va dal dramma più cupo di Macbeth fino alla grandiosità di Aida. Il disco arriva, come detto prima, in un momento particolarmente importante per il soprano, alla vigilia del suo ritorno al Metropolitan Opera proprio come Lady Macbeth, confermando ancora una volta il peso che il repertorio verdiano ha assunto nel suo percorso artistico.