Presentata la stagione 2026/2027 del Teatro alla Scala

Pubblicato il 29 maggio 2026 alle ore 20:16

La mattina del 29 maggio è stata presentata, in ritardo rispetto al consueto calendario, la stagione 2026/2027 del Teatro alla Scala di Milano. A illustrare il nuovo cartellone sono intervenuti il sindaco e presidente della Fondazione Teatro alla Scala Giuseppe Sala, il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina, il direttore musicale designato Myung-Whun Chung, il direttore del Corpo di Ballo Frédéric Olivieri e il direttore di Rai Cultura e Educational Fabrizio Zappi. La stagione comprende tredici titoli d’opera, sette balletti, sette concerti sinfonici (destinati però ad aumentare con la successiva stagione della Filarmonica della Scala che verrà annunciata a settembre), due concerti straordinari, cinque orchestre ospiti, cinque recital di canto e cinque recital pianistici. A tutto questo si aggiungerà anche una tournée in Corea del Sud e in Giappone nel settembre 2027, con Chung sul podio per il Requiem e Otello di Verdi, in date ancora da ufficializzare.

È una stagione che conferma l’ambizione della Teatro alla Scala di tenere insieme tradizione, apertura internazionale e riscoperta, ma che mostra anche cambiamenti evidenti rispetto agli anni precedenti. Manca ancora Daniele Gatti, che dopo la rinuncia agli impegni della stagione in corso (doveva infatti dirigere Pelléas et Mélisande) non torna nemmeno nel 2026/2027. Assenti anche due figure storiche come Riccardo Muti e Daniel Barenboim, oltre a Michele Mariotti e Daniele Rustioni. Tra i grandi nomi del canto non compaiono Jonas Kaufmann e Anna Netrebko, ma il cartellone si arricchisce di ritorni importanti, come Juan Diego Flórez, che tornerà per un concerto straordinario e un'opera, Brian Jagde, che inaugurerà la stagione per la seconda volta e realizzerà anche un recital, Luca Micheletti, che interpreterà Don Giovanni nell'omonima opera, e Alex Esposito, che interpreterà diversi ruoli nel corso della stagione. 

Il titolo d'apertura sarà Otello di Giuseppe Verdi, opera che manca alla Scala dal 2001 e che, spiega Ortombrina, doveva essere inserito nel periodo in cui il teatro venne sostituito momentaneamente da quello degli Arcimboldi, ma poi non si fece nulla. È anche il simbolo più forte dell’esordio di Chung come direttore musicale, poiché è una composizione che il maestro sudcoreano ha diretto moltissime. Vi sarà una nuova produzione firmata da Damiano Michieletto, al suo ottavo spettacolo scaligero ma al debutto come regista di una serata inaugurale. In scena ci sarà un cast di riferimento, con Brian Jagde come Otello, Luca Salsi come Jago e Eleonora Buratto nel ruolo di Desdemona. 

Dopo il grande Verdi inaugurale, il cartellone prosegue con Les Pêcheurs de perles di Georges Bizet, in scena dal 22 gennaio al 7 febbraio 2027. Si tratta di una nuova produzione in coproduzione con il Teatro Real di Madrid, diretta da Henrik Nánási e firmata nella regia da Arnaud Bernard. Il titolo torna alla Scala dopo un lunghissimo silenzio: l’ultima rappresentazione risaliva al 1948, in italiano. Il cast è di grande interesse: Olga Peretyatko sarà Leila, Dmitry Korchak Nadir, Igor Golovatenko Zurga e Nicolas Courjal Nourabad. 

Dal 3 al 28 febbraio 2027 torna Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, affidato alla direzione di Thomas Guggeis e alla regia di Robert Carsen, con scene di Michael Levine e costumi di Brigitte Reiffenstuel. È una produzione già celebre, nata nel 2011 per l'inaugurazione del Teatro, che Carsen costruisce come un gioco di riflessi e di prospettive tra la sala e il palcoscenico, facendo emergere il sottile confine tra razionalità illuministica e forza del desiderio. Luca Micheletti vestirà i panni del protagonista nelle date principali, mentre il ruolo di Leporello sarà di Alex Esposito; Adela Zaharia sarà Donna Anna, Daniel Behle Don Ottavio, Marta Torbidoni Donna Elvira. 

Dal 16 febbraio al 7 marzo la stagione prosegue con La bohème, in una ripresa della storica produzione di Franco Zeffirelli con scene e regia dello stesso Zeffirelli, costumi di Piero Tosi e luci di Marco Filibeck. Sul podio torna Daniel Oren, direttore che conosce a fondo il linguaggio di Puccini e dell'intera opera; Mimì sarà affidata a Carolina López Moreno e Maria Teresa Leva, Rodolfo a Stefan Pop e Valentyn Dytiuk, con Alessio Arduini come Schaunard e Sara Blanch come Musetta. 

Dal 30 marzo al 16 aprile arriva Anna Bolena di Gaetano Donizetti, nuova produzione diretta da Francesco Ivan Ciampa e firmata alla regia da Chiara Muti, che torna dopo il fiasco di Guillaume Tell del 2024. Anna sarà Vasilisa Berzhanskaya in molte recite, con Monica Conesa in alcune date; Roberto Tagliavini sarà Enrico VIII, Raffaella Lupinacci Giovanna Seymour, Juan Diego Flórez tornerà come Lord Percy in alcune recite, alternandosi con Juan Francisco Gatell. 

Dal 17 al 30 aprile il palcoscenico accoglie The Rake’s Progress di Igor Stravinsky, in una nuova produzione diretta da Riccardo Chailly e firmata da Kasper Holten. È il primo ritorno di Chailly al Piermarini dopo gli anni della direzione musicale, ma anche un titolo che conferma il suo interesse per il repertorio del Novecento e per il dialogo con la tradizione russa e neoclassica. Thomas Atkins sarà Tom Rakewell, Rebecca Nelsen Anne Trulove, Alex Esposito Nick Shadow, Jamie Barton Baba la Turca. È un titolo di intelligenza scenica e musicale, che Chailly affronta con il consueto rigore strutturale.

Dal 4 al 22 maggio va in scena Macbeth, secondo titolo verdiano e seconda grande tappa shakespeariana della stagione per Chung. La regia è affidata a Barrie Kosky con scene di Klaus Grünberg, costumi e luci di Klaus Bruns e drammaturgia di Claus Spahn. Si tratta di una produzione nata a Zurigo e accolta a Milano come debutto di Kosky alla Scala. Il cast vede Luca Salsi nel ruolo del protagonista, Anastasia Bartoli, al debutto scaligero, come Lady Macbeth nelle recite principali, Marta Torbidoni in alcune date, René Pape come Banco e Francesco Meli come Macduff. 

Dal 23 maggio al 14 giugno arriva Don Quichotte di Jules Massenet, titolo mai rappresentato prima alla Scala. La direzione è di Bertrand de Billy, la regia ancora di Michieletto, con scene di Paolo Fantin, costumi di Agostino Cavalca, luci di Alessandro Carletti e video di Roland Horvath. È un allestimento che legge la storia come una meditazione sulla perdita delle illusioni e sull’isolamento del sognatore, collocando i tre atti in tre epoche diverse: gli anni Sessanta come spazio del ricordo, gli anni Novanta come tempo della crisi, l’oggi come tempo della fine. Alex Esposito sarà Don Quichotte, Gaëlle Arquez Dulcinée e Giulio Mastrototaro Sancho Pança. 

Dal 15 giugno al 1 luglio torna I puritani, che manca alla Scala dal 1971. Fabio Luisi sale sul podio ad interpretare un'altra opera di Vincenzo Bellini dopo Norma dell'anno scorso,, mentre Davide Livermore cura la regia con scene di Eleonora Peronetti, Paolo Gep Cucco e lo stesso Livermore. Arturo sarà affidato a Galeano Salas o Valerio Borgioni, Elvira ad Adela Zaharia o Gilda Fiume, con Vittorio De Campo, Giorgi Manoshvili e Mattia Olivieri negli altri ruoli principali. 

Dal 26 giugno al 13 luglio si ascolta Nixon in China di John Adams, nuova produzione diretta da Kent Nagano e regia di Valentina Carrasco, in coproduzione con l’Opéra de Paris. È uno dei titoli più significativi del Novecento operistico e arriva alla Scala per la prima volta come segno di un’apertura piena al repertorio contemporaneo ormai storicizzato. Il cast è di altissimo profilo: Thomas Hampson come Richard Nixon, Renée Fleming come Pat Nixon, Alfred Kim come Mao Tse-tung, Kathleen Kim come Chiang Ch’ing, Seth Carico come Henry Kissinger, Xiaomeng Zhang come Chou En-lai. L’opera racconta la visita del presidente americano in Cina nel 1972 e trasforma un evento politico in un grande affresco teatrale, dove la storia recente si intreccia alla rappresentazione dei caratteri umani. 

Dall’11 al 26 settembre 2027 arriva Leonora, presentata con le forze dell’Accademia di perfezionamento per cantanti lirici e l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala. Dirige Roland Böer, la regia è di Daniele Menghini, al debutto scaligero dopo il Premio Abbiati della Critica Italiana. È un titolo che si colloca nella riscoperta del primo Ottocento e che permette di leggere meglio il clima che precede Fidelio, nato anch’esso da un libretto di Jean-Nicolas Bouilly. 

Dal 2 al 29 ottobre torna Il barbiere di Siviglia, in una produzione teatrale diretta da Giulio Cilona e firmata da Leo Muscato. Jack Swanson e Dave Monaco si alternano come Conte d’Almaviva, Mara Gaudenzi e Chiara Amarù come Rosina, Boris Pinkhasovich e Lodovico Filippo Ravizza come Figaro. È uno dei titoli più popolari del repertorio e in questa stagione diventa anche una vetrina per una nuova generazione di interpreti e per un direttore in ascesa.

Ultimo titolo operistico è Dido and Æneas di Henry Purcell, che andrà in scena dal 26 ottobre al 16 novembre con la direzione di Gianluca Capuano e la regia-coreografia di Marcos Morau. Emily D’Angelo sarà Dido, Alessio Arduini Æneas, Mélissa Petit Belinda, Carlo Vistoli la Sorceress. È un titolo che unisce barocco, danza e teatro contemporaneo, e che nella lettura di Morau promette una forte impronta visiva e gestuale.

Alla stagione d’opera si affianca una stagione sinfonica di altissimo livello. Si comincia dall’11 al 14 gennaio 2027 con Alexander Soddy, impegnato con Ludwig van Beethoven e Dmitry Sostakovich, e con Leonidas Kavakos al violino nel Concerto in Re Maggiore di Beethoven accanto alla Sinfonia N. 5 di Sostakovich. Dal 1 al 5 febbraio tocca a Robin Ticciati con Francesco Piemontesi al pianoforte nel Quarto Concerto per pianoforte di Beethoven, accostato alla Sinfonia N. 5 di Gustav Mahler. Dal 1 al 6 marzo debutta Klaus Mäkelä, il quale dirige la Sinfonia N. 7 "Lied der Nacht" di Mahler, un banco di prova importante per un direttore giovane ma già centrale nel panorama internazionale. Dal 23 al 26 marzo Riccardo Chailly propone la Johannes-Passion di Johann Sebastian Bach con il Coro della Scala guidato da Alberto Malazzi e un cast che comprende Mark Padmore, Peter Mattei, Anke Vondung e Grace Davidson. Dal 17 al 20 maggio Myung-Whun Chung torna in ambito sinfonico con Olivier Messiaen e Beethoven, presentando L’Ascension e la TSinfonia N. 3 "Eroica". Dal 5 al 7 ottobre Kirill Petrenko porta alla Scala la sua lettura de Le Sacre du printemps di Stravinsky, preceduto dalle Vier letzte Lieder di Richard Strauss (soprano da annunciare). Dal 12 al 17 novembre Myung-Whun Chung chiude l’annata sinfonica con la Sinfonia N. 9 di Beethoven, affidata all’Orchestra e Coro del Teatro alla Scala.

Accanto alla stagione sinfonica interna ci sono anche cinque orchestre ospiti. Il 15 marzo arriva la Freiburger Barockorchester con Sir Simon Rattle nella Matthäus-Passion di Bach. Il 9 aprile l’Orchestre de Chambre de Lausanne, con Renaud Capuçon direttore e Martha Argerich al pianoforte, propone un programma tutto beethoviano, con il Coriolan, il Concerto per pianoforte e orchestra N. 2 e la Sinfonia N. 7. Il 23 aprile Christophe Rousset guida Les Talens Lyriques nell’Hippolyte et Aricie di Jean-Philippe Rameau in forma di concerto, importante ritorno al barocco francese. Il 15 novembre arrivano i Berliner Philharmoniker con Petrenko ed Elsa Dreisig: in programma l'Ouverture Meeresstille und glückliche Fahrt di Felix Mendelssohn, la Sinfonia N. 5 di Franz Schubert e la Sinfonia N. 4 di Mahler. Il 26 novembre l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da Daniel Harding con Alexandre Kantorow, chiude il ciclo con il Concerto per pianoforte e orchestra N. 2 di Sergei Rachmaninoff e la Sinfonia N. 1 di Johannes Brahms.

I concerti straordinari aggiungono altri due momenti di richiamo: il 20 dicembre 2026 Chung dirige il Concerto di Natale con la Sinfonia N. 9 di Beethoven, mentre il 30 ottobre Michele Gamba guida Juan Diego Flórez in un programma con musica di Donizetti, Rossini e Verdi. 

Molto ricca anche la parte dedicata ai recital. Nel canto, la stagione ospita Diana Damrau, Michael Spyres, Philippe Jaroussky, Jessica Pratt e Brian Jagde: cinque nomi che attraversano repertori diversi e danno l’idea di un teatro capace di parlare sia al belcanto sia al barocco sia al repertorio francese e moderno. Al pianoforte arrivano Igor Levit in due appuntamenti beethoveniani, Yuja Wang, Daniil Trifonov e Alexander Malofeev. 

Oltre a tutto ciò, c'è da aggiungere anche il balletto, che culmina con Lo Schiaccianoci a dicembre, la Musica da camera al Ridotto Toscanini, i Concerti dell'Accademia, due eventi al Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa per l'ottantesimo anniversario della sua fondazione, il 36° Festival Milano Musica, il Festival MiTo, di cui la stagione verrà annunciata il 5 giugno, e spettacoli per bambini.


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