Tra una recita de I puritani e l’altra, il Teatro Regio Torino ha presentato la stagione operistica e sinfonica 2026/2027 la mattina del 7 maggio, che ha riunito nel foyer del teatro Stefano Lo Russo, sindaco della Città di Torino e presidente, Mathieu Jouvin, sovrintendente, Cristiano Sandri, direttore artistico, e Andrea Battistoni, direttore musicale. La nuova programmazione conferma l’identità del Regio come teatro capace di unire tradizione e ricerca, grande repertorio e proposte di forte personalità, con una presenza del maestro Battistoni molto più marcata rispetto alla stagione precedente.
L’idea portante della stagione è forte e chiarissima: dopo il successo della trilogia “Manon Manon Manon” del 2024, che contrapponeva le tre opere di Giacomo Puccini, Jules Massenet e Daniel François Esprit Auber, il Teatro sceglie di aprire un nuovo capitolo con un’inedita tetralogia verista, pensata come un unico grande ciclo dedicato a quattro capolavori del repertorio italiano di fine XIX secolo.
Il percorso si apre dal 15 ottobre al 21 novembre con il dittico più accostato di sempre, Cavalleria rusticana / Pagliacci, affidato alla direzione di Andrea Battistoni; per l’opera di Pietro Mascagni la regia è di Daniele Menghini, mentre per quella di Ruggero Leoncavallo firma Francesco Micheli. Il cast riunisce diversi nomi di grande richiamo: Santuzza sarà affidata a Ekaterina Semenchuk e Maria Teresa Leva, Turiddu a Ivan Gyngazov, Lucia a Elena Zilio e Agostina Smimmero, Alfio ad Amadi Lagha, Ariunbaatar Ganbaatar e Simone Piazzola; in Pagliacci spiccano Nedda, interpretata da Maria Teresa Leva, Martin Muehle e Carolina López Moreno, Canio con Matteo Lippi, Fabián Veloz, Carlo Ventre e Gregory Kunde, e Tonio con Ariunbaatar Ganbaatar e Carlo Ventre.
Subito dopo arriva La bohème di Leoncavallo, dal 27 ottobre al 22 novembre, ancora sotto la bacchetta di Battistoni e con la regia di Micheli. Anche qui si alterneranno molti interpreti, tra cui spiccano Matteo Lippi, Anna Goryachova, Francesca Dotto e Alessandro Luongo. È un titolo che, pur diverso dalla Bohème pucciniana, si inserisce perfettamente nel disegno di stagione, perché riporta al centro la tensione fra realismo, sentimento e destino.
Dal 5 al 18 novembre arriva Iris di Mascagni, ancora diretta da Battistoni e con la regia di Menghini. Iris è affidata a Erika Grimaldi e Iwona Sobotka, Osaka ad Angelo Villari e Samuele Simoncini, il Cieco a Luca Tittoto e Mariano Buccino, e Kyoto a Roberto Frontali e Manel Esteve Madrid. Il titolo mascagnano amplia il percorso verista verso un orizzonte simbolico e quasi visionario, dimostrando come il Regio voglia affrontare il repertorio non solo attraverso i grandi classici più frequentati, ma anche attraverso opere capaci di sorprendere e di riscoprirsi.
Dicembre 2026 sarà invece il mese del balletto, con lo spettacolo culminante che sarà "Roberto Bolle and Friends", galà che riunisce il celebre étoile Roberto Bolle con numerosi interpreti internazionali. È un appuntamento ormai riconoscibile e molto atteso, che torna nel cartellone per tre date, e rappresenta un momento di grande attrazione popolare e spettacolare.
L’anno nuovo si apre con Edgar di Puccini, dal 26 gennaio al 6 febbraio, diretto da Carlo Rizzi e proposto in un nuovo allestimento del Teatro Regio in coproduzione con l’Opéra Nice Côte d’Azur; la regia è di Nicola Raab. Nel cast troviamo Barno Ismatullaeva, Luciano Ganci, Gabriele Viviani e Marco Spotti. È una proposta interessante perché riporta l’attenzione su un Puccini meno frequentato, in una veste nuova e di forte impatto teatrale.
L’11 febbraio, in data unica, sarà la volta di Juditha triumphans di Antonio Vivaldi, in forma di concerto, sotto la direzione di Gianluca Capuano. Qui il fascino della partitura barocca incontra un cast interamente femminile: Mara Gaudenzi, Deniz Uzun, Eleonora Bellocci, Lorrie Garcia e Francesca Ascioti.
Dal 27 febbraio al 10 marzo il palcoscenico torna al melodramma con La traviata di Giuseppe Verdi, diretta da Battistoni e con un nuovo allestimento curato da Jacopo Spirei. Anche qui si alterneranno numerosi interpreti: la protagonista Violetta sarà Ekaterina Bakanova e Maria Novella Malfatti, Alfredo Germont sarà Galeano Salas, mentre Giorgio Germont sarà affidato a Filipe Manu, Vladimir Stoyanov e Vito Priante.
Subito dopo arriva La tragédie de Carmen, con la musica di Georges Bizet nell’adattamento di Peter Brook, Jean-Claude Carrière e Marius Constant. La direzione è di Sergio Alapont e la regia di Cecilia Ligorio; in scena Anastasia Egorova sarà Carmen, Adrian Autard Don José, Albina Tonkikh Micaëla ed Eduardo Martínez Escamillo.
Ad aprile il Regio propone Salome di Richard Strauss, dal 6 al 17 aprile, con Axel Kober sul podio e la ripresa della regia di Kornél Mundruczó. Nel cast, tra i tanti, spiccano Johanni van Oostrum, John Daszak e Jennifer Larmore. È un titolo che porta in stagione una dimensione più aspra, visionaria e psicologica, confermando la volontà del Regio di non limitarsi al solo versante italiano.
Non manca il progetto per famiglie e per un pubblico giovane, con La bohème, il primo amore, spettacolo in un atto tratto dall’opera pucciniana, diretto da Emanuele Quaranta con drammaturgia e regia di Lorenzo Ponte. Qui i ruoli sono affidati ad artisti come Albina Tonkikh, Adrian Autard, Ilaria Monteverdi, Eduardo Martínez, Guido Dazzini e Dohoon Lee, in un formato che avvicina il grande repertorio a una fruizione più immediata e accessibile.
Come penultimo titolo vi è Carmen di Bizet, dal 15 al 29 maggio, con Daniel Oren sul podio e la regia di Arnaud Bernard. Maria Kataeva e Ramona Zaharia daranno la voce a Carmen, Piero Pretti interpreterà Don José, Erwin Schrott e Daniel Okulitch si occuperanno di Escamillo, ed Ekaterina Bakanova e Inna Demenkova di Micaëla.
In giugno, infine, arriva Evgenij Onegin di Peter Ilicic Tchaikovsky, dal 15 al 29, con la regia di Robert Carsen, creata per il Metropolitan Opera nel 2007; la direzione è di Valentin Uryupin. Nel ruolo del protagonista sarà impegnato Danylo Matviienko, mentre Tatjana sarà interpretata da Galina Cheplakova; Dmitry Korchak sarà Lensky. È una chiusura di grande eleganza, che porta la stagione verso il grande repertorio russo con un titolo di intensa malinconia e raffinatezza psicologica.
Accanto all’opera, la stagione sinfonica conferma una forte attenzione al dialogo tra repertorio e contemporaneità. Il 12 novembre 2026 apre la programmazione il concerto “Estasi”, che vedrà Battistoni impegnato con la mezzosoprano Antoinette Dennefeld e l’Orchestra del Teatro Regio Torino in un programma che accosta la “Danza bacchanale” di Camille Saint-Saëns, La mort de Cléopâtre di Hector Berlioz, tre danze da El sombrero de tres picos di Manuel de Falla e il Boléro di Maurice Ravel. Il 18 gennaio 2027 arriva “Fusioni”, con il direttore Valentino Corvino, al pianoforte e sintetizzatore Davide Dileo e la Filarmonica TRT, mentre il 15 febbraio Grigory Sokolov sarà il protagonista di “Assoluto”, il cui programma deve ancora essere annunciato. Segue “Orizzonti”, il 22 febbraio, con Emmanuel Tjeknavorian che dirigerà musiche del padre Loris (suite da Rostam e Sohrab), di Dmitri Sostakovich (Sinfonia N. 9) e di Aleksandr Borodin (“Danze polovesiane” da Il principe Igor). Si continua con “Gloria”, il 12 marzo, ancora con Battistoni, il tenore Dmitry Korchak e il baritono Franco Vassallo; eseguiranno Piemonte di Leone Sinigaglia e la Messa di Gloria di Mascagni. Si prosegue con “Iride”, il 12 aprile, con Ariane Matiakh che dirige Au loin di Charles Koechlin, la suite N. 2 da Bacchus et Ariane di Albert Roussel, la suite da Pelléas et Mélisande di Gabriel Fauré e La Valse di Ravel. In seguito, “Destino”, il 28 aprile, vedrà Nicolò Umberto Foron e Alisa Kolosova impegnati in un programma che prevede la Sinfonia N. 4 di Tchaikovsky e Aleksandr Nevskij di Sergei Prokofiev. Si chiude la stagione sinfonica il 17 maggio con Felix Mildenberger che dirigerà il Concerto per violino e orchestra di Johannes Brahms con Anna Tifu e la Sinfonia N. 8 di Antonín Dvořák.
Accanto a tutto questo, oltre al balletto, il Regio conferma il proprio impegno educativo e divulgativo con diversi progetti: “In famiglia”, “La scuola all’opera” e “Il Regio dietro le quinte”.
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