La mattina del 28 aprile 2026, il foyer della Philharmonie Berlin è stato il luogo per la presentazione di quella che si prospetta come una delle stagioni più intense e simboliche degli ultimi anni: la 2026/2027. Nonostante l’entusiasmo, la presentazione ha mantenuto un velo di mistero, omettendo dettagli completi sull'Europakonzert; non solo, leggendo i vari eventi, si notano importanti assenze, e tra queste spicca quella di Andris Nelsons, che dal 2020 era una presenza fissa nel cartellone di metà dicembre.
L’apertura è affidata a Kirill Petrenko con un programma di grande densità simbolica: il concerto contrappone l'Enigma Variations di Edward Elgar, costruite come ritratti musicali cifrati, e la Sinfonia N. 4 di Pyotr Ilyich Tchaikovsky, attraversata dal celebre motivo del destino. Questo stesso programma viene subito proposto fuori Berlino con una tournée a Salisburgo, Lucerna, Edimburgo e Londra, mentre la capitale tedesca è occupata per il Musikfest Berlin. In Europa, però, verrà presentato più di un programma, perché infatti, assieme a quello di apertura, ne vedremo altri due: in uno sarà solista Leif Ove Andsnes, il quale interpreta il Concerto per pianoforte N. 3 di Ludwig van Beethoven, seguito dalla Sinfonia N. 3 di Alexander Scriabin; in un altro, Augustin Hadelich esegue il Concerto per violino di Beethoven, sempre affiancato da Scriabin.
Si entra poi nel cuore della residenza di Dean: il compositore dirige un programma quasi interamente dedicato a sé stesso, con Conversations with Schumann, And once I played Ophelia, la trascrizione della Cathédrale engloutie di Claude Debussy e Beggars and Angels, costruendo un percorso tra introspezione romantica, suggestioni letterarie e contrasti metafisici. Segue Simon Rattle con un programma fortemente teatrale: il balletto completo El sombrero de tres picos di Manuel de Falla, con il mezzosoprano Rinat Shaham, la prima mondiale Why feather yellow di Cathy Milliken per corno inglese e orchestra (solista Dominik Wollenweber), e la rapsodia “aras Bulba di Leoš Janáček. A seguire, Daniel Harding dirige la Sinfonia N. 2 di Gustav Mahler, con Sabine Devieilhe, Marianne Crebassa e il Rundfunkchor Berlin.
Agli inizi di ottobre, Petrenko torna con Daniil Trifonov nel Concerto per pianoforte N. 1 di Johannes Brahms, seguito da Also sprach Zarathustra di Richard Strauss. Per tutto ottobre l’orchestra è in tournée nel nord e nel sud dell'America con tre programmi: uno operistico simile a quello presentato al concerto del Waldbühne (Verdi, Cilea, Giordano, Leoncavallo, Respighi) con Jonas Kaufmann; uno con Elgar e Tchaikovsky; e uno con Brahms e Strauss. Si esibiranno alla Carnegie Hall di New York, al Teatro Mayor Julio Mario Santo Domingo di Bogotá, alla Sala São Paulo di São Paulo e al Teatro Colón di Buenos Aires.
Il 5 novembre si torna a Berlino con Iván Fischer: egli eseguirà la Sinfonia concertante Hob. I:105 di Joseph Haydn, con quattro solisti dell’orchestra, e Sinfonia N 5 di Mahler. Il 14 novembre Zubin Mehta dirige l’Ouverture da Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, il Concerto per violino N. 1 di Max Bruch con Pinchas Zukerman e la Sinfonia N. 7 di Antonín Dvořák. Il 21 novembre Maxim Emelyanychev dirige Meeresstille und glückliche Fahrt di Felix Mendelssohn, il Concerto per corno e orchestra N. 4 di Mozart con Yun Zeng, il Concerto per pianoforte N. 11 e la Sinfonia n. 104 di Haydn. Il 28 novembre Petrenko propone un programma interamente dedicato a Roma (luogo in cui tornerà poco tempo prima): egli dirigerà il Notturno di Giuseppe Martucci e la trilogia romana di Respighi (Fontane di Roma, Pini di Roma e Feste romane).
Segue una breve tournée a Francoforte e Baden-Baden con doppio programma: uno simile a quello presentato alla Carnegie Hall con solista Jonathan Tetelman e uno uguale a quello portato nelle Americhe (Brahms e Strauss) con solista Víkingur Ólafsson.
Il 12 dicembre Marek Janowski torna sul podio dei Berliner dopo tre anni e dirige la Sinfonia N. 8 di Anton Bruckner. La settimana seguente, Maxime Pascal debutta con l'oratorio L’Enfance du Christ di Hector Berlioz. Il 31 dicembre, come concerto di Capodanno, Petrenko, assieme al pianista Alexander Malofeev e alla tromba David Guerrier, propone l’Ouverture da Die lustigen Weiber von Windsor di Otto Nicolai, la Sinfonia N. 1 di Sergei Prokofiev, il Concerto per pianoforte, tromba e orchestra d'archi di Dmitri Shostakovich, Till Eulenspiegels lustige Streiche di Richard Strauss e l'Ouverture da Der Zigeunerbaron Johann Strauss II.
Nel primo concerto di gennaio, Jakub Hrůša dirige il Notturno Op. 40 di Dvořák, il Concerto per pianoforte e orchestra N. 1 di Béla Bartók con Yuja Wang e la Serenata N. 1 di Brahms. Il 16 gennaio Petrenko dirige Les Offrandes oubliées di Olivier Messiaen, la prima Antlitz di Sarah Nemtsov e Mathis der Maler di Paul Hindemith. Il 23 gennaio François-Xavier Roth dirige Metamorphosen di Strauss, estratti da Roméo et Juliette di Berlioz e Faust et Hélène, episodio lirico basato sul Faust II di Goethe di Lili Boulanger. A fine gennaio, Petrenko dirige la Missa solemnis di Beethoven, che porterà anche al Festival di Pasqua di Salisburgo.
A febbraio, Sakari Oramo presenta la prima Phantoms di Dean, il Concerto per violino e orchestra di Benjamin Britten con Vilde Frang e la Sinfonia N. 5 di Jean Sibelius. Il 20 febbraio Markus Poschner dirige "Der Einsame im Herbst" da Das Lied von der Erde di Mahler, Im großen Schweigen di Alphons Diepenbrock e la Sinfonia N. 9 “La Grande” di Franz Schubert; solista è Christian Gerhaher. Il 27 febbraio Lahav Shani dirige Prélude à l’après-midi d’un faune di Debussy, il Concerto per pianoforte e orchestra N. 3 di Prokofiev con Martha Argerich e Quadri di un’esposizione di Modest Mussorgsky.
Dopo il Festival di Pasqua, il 3 aprile Petrenko dirige Die Walküre di Richard Wagner, con Lise Davidsen che debutta nel ruolo di Brünnhilde. Il 10 aprile Paavo Järvi dirige Silhouette di Arvo Pärt, il Concerto per violino e orchestra N. 2 di Shostakovich con Christian Tetzlaff e la Sinfonia N. 5 di Prokofiev. Dalla seconda metà di aprile, Gustavo Dudamel sarà protagonista di due concerti: Il 17 dirige la Sinfonia N. 7 di Mahler, mentre il 24 torna con il Concerto n. 2 di Beethoven, con solista Mitsuko Uchida, e la Sinfonia N. 4 di Bruckner.
Il 28 aprile ci sarà la replica dell'Europakonzert a Berlino: Petrenko con Andsnes dirige l’Ouverture The Hebrides di Mendelssohn, il Concerto per pianoforte e orchestra di Edvard Grieg e la Sinfonia N. 6 “Pastorale” di Beethoven. Come detto all'inizio, non si sa nulla di ufficiale sul 1° maggio stesso, ma si sa che dal 2 all'8 maggio i Berliner saranno in tournée nella penisola scandinava e si esibiranno con lo stesso programma alla Göteborgs Konserthus, alla Konserthuset, alla Musikhuset Aarhus e alla DR Koncerthuset; seguirà una tappa alla Elbphilharmonie.
Il 15 maggio Tugan Sokhiev dirige Simple Symphony di Britten, il Concerto per pianoforte e orchestra N. 24 di Mozart con Yefim Bronfman e la Sinfonia N. 12 di Shostakovich. Il 22 maggio Klaus Mäkelä dirige una nuova composizione di Thomas Larcher, il Concerto per pianoforte e orchestra N. 4 di Sergei Rachmaninov con Yunchan Lim e la Sinfonia N. 7 di Sibelius. Il 29 maggio Petrenko dirige un qualcosa di inedito: Hänsel und Gretel di Engelbert Humperdinck con una regia di Matthew Davids costruita proprio nella Philharmonie Berlin.
Il 5 giugno Dima Slobodeniouk dirige “Locket” da Recollections di Dean, il Concerto per violoncello di Schumann con Yo-Yo Ma ed estratti da A Midsummer Night’s Dream di Mendelssohn. Il 12 giugno debutta Elim Chan, la quale dirige Fairytale Poem di Sofia Gubaidulina, il Concerto per pianoforte e orchestra N. 2 di Prokofiev con Seong-Jin Cho e il Concerto per orchestra di Witold Lutosławski. Il 19 giugno Alan Gilbert dirige il Concerto per violino di Dean con Isabelle Faust e la Sinfonia N. 2 di Schumann. Il 26 giugno, in occasione della chiusura di stagione alla Waldbühne di Berlino, Daniel Harding dirige un programma spettacolare: diverse composizioni di Strauss II, quali l'Ouverture da Die Fledermaus, lo Csárdás da Ritter Pásmán e Künstlerleben, Tzigane di Maurice Ravel, LʼOiseau de feu nella versione del 1949 di Stravinsky, la danza dei sette veli da Salome di Strauss, Carmen Fantasy di Pablo de Sarasate e La valse, sempre di Ravel.
Resta aperta anche la questione di una possibile presenza dei Berliner al Teatro alla Scala nella stagione successiva: il sovrintendente, infatti, aveva detto che Petrenko e i Berliner avrebbero realizzato un concerto durante la prossima stagione. Tuttavia, fino a prova contraria, questo concerto nella programmazione dell’orchestra non compare, anche se resta uno spazio vuoto nella prima metà di febbraio; magari sarà proprio quello il periodo in cui torneranno nel Massimo milanese.
Accanto a tutto questo, altre tournée dei dodici violoncellisti, progetti educativi, concerti per famiglie, il Musikfest Berlin e tante altre attività completano una stagione vastissima, costruita come un viaggio continuo, senza veri vuoti, dove ogni concerto è una tappa necessaria.
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