Presentata la stagione 2026/2027 della Wiener Staatsoper

Pubblicato il 12 aprile 2026 alle ore 20:04

La mattina del 12 aprile è stata presentata la nuova stagione della Wiener Staatsoper attraverso una formula ormai divenuta identitaria: non una semplice conferenza stampa, ma un vero spettacolo dal vivo in cui annunci, musica e danza convivono in un’unica narrazione scenica. Le esibizioni scelte per introdurre il cartellone provengono da opere che avranno una nuova produzione: Ekaterine Buachdize ha interpretato “Se Romeo t’uccise un figlio” da I Capuleti e i Montecchi; Margarita Fernandes e António Casalinho hanno portato la danza sulle musiche di Onegin; Marina Rebeka ha cantato “Morrò, ma prima in grazia” da Un ballo in maschera, Ivan Gyngazov ha affrontato “Chto nasha zhizn? Igra!” da Pique Dame e Vida Miknevičiūtė ha eseguito “Glück, das mir verblieb” da Die tote Stadt.

Ad aprire la stagione sarà il grande concerto di gala nel Burggarten di Vienna, riproposto per la seconda volta dopo il successo dello scorso anno. È un gesto significativo: la Wiener Staatsoper esce dalle proprie mura e incontra direttamente la città. La presenza di artisti come Piotr Beczała, Juan Diego Flórez, Asmik Grigorian e Ludovic Tézier conferma il prestigio dell’iniziativa, che unisce dimensione popolare e altissimo livello interpretativo.

Il cartellone operistico si apre a settembre con una forte presenza del repertorio italiano: Don Carlo, nella versione milanese del 1884, inaugura il mese con un cast di rilievo guidato da Günther Groissböck, Vittorio Grigolo ed Elena Stikhina. La regia di Kirill Serebrennikov, che alla prima messa in scena ottenne numerosi dissensi, propone una lettura moderna e attuale del conflitto tra potere, fede e libertà. Sempre a settembre arriva Adriana Lecouvreur, con Ermonela Jaho nel ruolo del titolo ed Elīna Garanča come Principessa di Bouillon. Nello stesso periodo, Le nozze di Figaro e La clemenza di Tito riportano Wolfgang Amadeus Mozart al centro della programmazione viennese, ricordando come il compositore di Salisburgo resti una colonna portante della casa d’opera austriaca.

Tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre viene proposto Macbeth, con Étienne Dupuis nel ruolo del protagonista e Anastasia Bartoli come Lady Macbeth. Tosca offre invece il grande teatro pucciniano con Malin Byström, Jonathan Tetelman e Ambrogio Maestri. Poi, il dittico Eine florentinische Tragödie / Herzog Blaubarts Burg unisce due capolavori del primo Novecento europeo, sospesi tra simbolismo, tensione erotica e profonda introspezione psicologica; la direzione è affidata a Alain Altinoglu. In seguito, il pubblico ritroverà l’energia comica del Barbiere di Siviglia, il fascino sensuale di Carmen e la preziosa rarità monteverdiana de L’Orfeo, titolo fondamentale perché riporta alle origini stesse dell’opera; allo stesso tempo, Otello con Jonas Kaufmann, Nicole Car e Luca Salsi si annuncia come uno dei vertici della prima parte di stagione.

L’inverno concentra nuove produzioni e appuntamenti tradizionali: Ariadne auf Naxos di Richard Strauss, diretta da Franz Welser-Möst, rappresenta un altro momento culminante dell'intera programmazione e il versante più raffinato del repertorio tedesco. La damnation de Faust di Hector Berlioz amplia i confini del cartellone con una partitura visionaria e spettacolare, mentre Les Pêcheurs de perles aggiunge il colore lirico di Georges Bizet; come da tradizione, chiude e apre l'anno Die Fledermaus, simbolo del Capodanno viennese.

Nel nuovo anno si susseguono Werther, Fidelio, Don Carlos nella versione originale francese e Don Giovanni. È particolarmente inusuale la presenza di entrambe le versioni di Don Carlo/Don Carlos nel medesimo cartellone: una scelta unica che permette di cogliere la doppia anima dell’opera, italiana e francese, e di osservare come cambino struttura, lingua e prospettiva drammatica.

La primavera si annuncia ricchissima. Turandot con Anna Netrebko, Norma con Sonya Yoncheva, La traviata, Pique Dame (in una nuova produzione firmata da Evgeny Titov), Salome e Parsifal offrono un percorso che attraversa stili e sensibilità molto diverse: dal belcanto al simbolismo, dal verismo al dramma sacro wagneriano. In particolare, Parsifal di Richard Wagner appare come uno dei cardini filosofici della stagione, opera di meditazione e redenzione affidata a una squadra artistica di grande prestigio.

Negli ultimi mesi del cartellone la stagione raggiunge il suo momento più ricco e ambizioso. Nel mese di aprile, Tristan und Isolde si impone subito come uno degli appuntamenti più attesi: il ruolo di Tristan sarà sostenuto da Andreas Schager, mentre Isolde avrà la voce di Miina-Liisa Värelä; sul podio salirà Alexander Soddy, la regia è di Calixto Bieito. Per Manon Lescaut il teatro punta su un cast di forte impatto emotivo: Elena Stikhina interpreterà Manon, mentre Vittorio Grigolo sarà Des Grieux; la direzione musicale è affidata a Giacomo Sagripanti, mentre l’allestimento porta la firma di Robert Carsen, nome di riferimento del teatro musicale contemporaneo. A metà mese, Così fan tutte riporta al centro Mozart con una compagnia giovane e raffinata: Fiordiligi sarà Louise Alder, Dorabella Cecilia Molinari, Guglielmo Florian Sempey e Ferrando Filipe Manu. Maria Nazarova interpreterà Despina, mentre Gerald Finley sarà Don Alfonso; sul podio ancora Alexander Soddy, dopo i numerosi applausi alla Scala, mentre la regia è di Barrie Kosky. A fine mese viene presentato Die tote Stadt, lavoro che picca per un cast di grande importanza: Paul sarà interpretato da Klaus Florian Vogt, mentre Marietta sarà Vida Miknevičiūtė; la direzione musicale è affidata a Sebastian Weigle, mentre la messinscena è di Willy Decker.

Agli inizi di maggio troviamo Die Meistersinger von Nürnberg: Hans Sachs avrà la voce di Michael Volle, interprete di riferimento del ruolo; accanto a lui Christof Fischesser sarà Pogner, Michael Nagy Beckmesser, Eric Cutler Walther von Stolzing, Daniel Jenz David e Hanna-Elisabeth Müller Eva; sul podio salirà Axel Kober, la regia è di Keith Warner. Segue Lulu, con cui la Wiener Staatsoper affronta invece il Novecento più inquieto e visionario: il ruolo del titolo sarà sostenuto da Ilia Staple, mentre Tanja Ariane Baumgartner interpreterà la Contessa Geschwitz; la direzione musicale è affidata a Simone Young. Infine, Arabella porta sul palcoscenico l’eleganza straussiana con Hanna-Elisabeth Müller nel ruolo della protagonista e Nikola Hillebrand in quello di Zdenka; la direzione è affidata a Constantin Trinks, la regia è affidata a Sven-Eric Bechtolf.

Per Der fliegende Holländer il cast riunisce alcune voci ideali per Wagner: Günther Groissböck sarà Daland, Camilla Nylund Senta, Eric Cutler Erik e Tomasz Konieczny il protagonista maledetto; sul podio Pablo Heras-Casado, la messinscena è di Christine Mielitz. Il repertorio mozartiano continua con Le nozze di Figaro, affidate a un cast promettente: Andrzej Filonczyk sarà il Conte Almaviva, Pretty Yende la Contessa, Kathrin Zukowski Susanna, Peter Kellner Figaro e Jana Markovic Cherubino; dirige Axel Kober, mentre l’allestimento è di Barrie Kosky. Tra gli eventi più attesi figura anche la nuova produzione de I Capuleti e i Montecchi: Lisette Oropesa sarà Giulietta, Emily D’Angelo Romeo, Iván Ayon Rivas Tebaldo e Marko Mimica Lorenzo; sul podio Gianluca Capuano, mentre la regia è affidata a Tatjana Gürbaca. Infine, Andrea Chénier chiude questo grande percorso con un cast di assoluto richiamo: Piotr Beczała sarà il poeta rivoluzionario, Boris Pinkhasovich interpreterà Gérard e Sondra Radvanovsky sarà Maddalena di Coigny; sul podio torna Axel Kober, la regia è quella storica di Otto Schenk. 

Accanto all’opera, il teatro offrirà naturalmente anche un ricco calendario di altri eventi. Il Wiener Staatsballett avrà un ruolo centrale con nuove produzioni e riprese del grande repertorio coreutico. Non mancheranno recital di canto con grandi interpreti internazionali, concerti sinfonici e serate cameristiche. Torneranno inoltre gli appuntamenti mondani e simbolici della vita viennese, a partire dal celebre Opernball, uno degli eventi più iconici della città, capace di unire tradizione sociale, eleganza e fascino teatrale.