Presentata la stagione 2027 dell'Arena di Verona

Pubblicato il 10 aprile 2026 alle ore 19:18

Nemmeno il tempo di avviare l’edizione 2026 che la Fondazione Arena di Verona guarda già al futuro e svela le prime linee generali della 104° Arena di Verona Opera Festival, in programma dall’11 giugno all’11 settembre 2027.  La prima novità sta subito nell'inaugurazione: non apre un'opera lirica, bensì un concerto; per la prima volta dopo molto tempo, verrà eseguita la Sinfonia N. 9 di Ludwig van Beethoven, nel bicentenario della morte. 

Le novità non sono terminate, e quest'ultima è destinata a lasciare il segno: il ritorno del balletto in Arena dopo ben 34 anni. Dal 1993 mancavano produzioni coreutiche complete, e l'ano venturo segna una svolta con Romeo e Giulietta di Sergei Prokofiev. Una scelta fortemente simbolica, anche per il legame con la città, che riporta la danza al centro del Festival con una nuova produzione.

Il cuore della programmazione resta comunque l’opera, con cinque titoli che confermano una linea molto solida, soprattutto nel segno di Giuseppe Verdi. Torna Aida in doppia veste: da un lato lo storico allestimento del 1913 firmato da Gianfranco de Bosio, dall’altro la versione ideata da Stefano Poda nel 2023. Accanto a questo titolo simbolo, si alternano La Traviata con la regia di Paul Curran, Nabucco (ancora Poda) e Carmen nello storico allestimento di Franco Zeffirelli, ormai diventato un classico dell’Arena.

Parallelamente, il Festival continua ad aprirsi a forme più ibride e spettacolari. Torna il gala "Roberto Bolle and Friends", con Roberto Bolle che raddoppia le date, segno di un successo ormai consolidato. Non mancano poi i progetti immersivi realizzati con Balich Wonder Studio, come "Viva Vivaldi" e "Paganini Paradise", che punta su un insieme tra musica e tecnologia.

Tra gli appuntamenti più attesi c’è anche il ritorno di Jonas Kaufmann,  protagonista di un gala interamente costruito attorno alla sua voce, a conferma di un rapporto ormai stabile con il pubblico areniano dopo le edizioni del 2023 e 2025 (quest'ultima anche sottoforma di diretta televisiva). Completa il cartellone una pagina di grande tradizione dell'Arena, cioè i Carmina Burana di Carl Orff, che promettono una chiusura maestosa sia sul piano sonoro che visivo.


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