La mattina del 13 marzo è stata presentata la stagione sinfonica e da camera 2026/2027 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Già il momento scelto per l’annuncio rappresenta una piccola novità: di solito la programmazione dell’istituzione romana viene resa pubblica all’inizio di giugno, mentre quest’anno si è deciso di anticipare la presentazione di diversi mesi. Una scelta che potrebbe far pensare a un inizio anticipato della stagione; tuttavia, non trova riscontro nel calendario, visto che l’attività sinfonica prenderà avvio comunque in autunno, come avviene di consueto.
Osservando il cartellone emerge non solo ciò che è presente, ma anche ciò che manca. In una programmazione così ampia alcune assenze risultano piuttosto evidenti se confrontate con le stagioni precedenti. Tra questi spiccano figure che negli ultimi anni erano diventate presenze piuttosto abituali a Roma, come Daniele Gatti, Myung-Whun Chung e John Eliot Gardiner, che in diverse stagioni precedenti avevano diretto regolarmente l’orchestra romana. Accanto a ciò, la stagione vede il ritorno di molte bacchette importanti come Kirill Petrenko, Jakub Hrůša, Tugan Sokhiev, Semyon Bychkov e Manfred Honeck, accanto naturalmente al direttore musicale Daniel Harding Un discorso simile riguarda i solisti. La stagione presenta alcuni nomi di primissimo piano del pianoforte internazionale: Martha Argerich, Beatrice Rana, Jan Lisiecki, Bertrand Chamayou e il duo formato da Katia e Marielle Labèque.
Passando alla programmazione, per l’inaugurazione della stagione, prevista per il 21 ottobre 2026 (con repliche il 24 e il 27), si continuerà il progetto di realizzare il Ring di Wagner in forma scenica per l'apertura: quest'anno è il turno di Siegfried. Sul podio salirà Harding, mentre la regia sarà firmata da Vincent Huguet. Il cast riunirà diversi interpreti di riferimento del repertorio wagneriano: Clay Hilley nel ruolo del protagonista, Wolfgang Ablinger-Sperrhacke come Mime, Michael Volle nei panni del Wanderer/Wotan e Elisabet Strid come Brünnhilde.
Dopo Wagner, la stagione proseguirà all’inizio di novembre con Alexander Soddy sul podio per un programma che accosta L'apprendista stregone di Paul Dukas, il Gloria di Francis Poulenc, con il soprano Elsa Benoit, e la monumentale Sinfonia N. 5 di Sergei Prokofiev. A metà novembre arriverà uno degli appuntamenti più attesi della stagione con la presenza di Kirill Petrenko, che dirigerà l’orchestra in un programma di area tedesca con la sinfonia Mathis der Maler di Paul Hindemith, quattro Lieder orchestrali di Richard Strauss interpretati dal tenore Benjamin Bernheim e la Sinfonia N. 3 di Robert Schumann. Il cartellone di novembre vedrà anche il ritorno sul podio di Antonio Pappano, già direttore musicale dell’Accademia, con un programma che accosta il Salmo IX di Goffredo Petrassi alla celebre Sinfonia N. 6 “Patetica” di Pyotr Ilicic Tchaikovsky. A fine mese tornerà Harding con un programma interamente dedicato al tardo romanticismo tedesco: Don Juan, i Vier letzte Lieder con il soprano Rachel Willis-Sørensen e la Sinfonia N. 4 di Johannes Brahms.
Nel periodo natalizio l’Accademia proporrà una selezione dall’Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach, diretta da Enrico Onofri con un quartetto vocale formato da Carlotta Colombo, Maria Margherita Sala, Dave Monaco e Fulvio Bettini. Prima della pausa di fine anno, Juraj Valčuha dirigerà un programma dal forte carattere cinematografico e sinfonico con la suite da Vertigo di Bernard Herrmann, il Concerto per violoncello interpretato dal violoncellista Ettore Pagano e le Danze sinfoniche di Sergei Rachmaninoff.
Il nuovo anno si concentrerà sulla figura di Ludwig van Beethoven, essnedo che saranno 200 anni dalla sua morte. Gennaio si aprirà con un programma delle sue musiche diretto da Riccardo Minasi che includerà la cantata Der glorreiche Augenblick, l’Opferlied e la Sinfonia N. 3 di Beethoven. La settimana seguente tocca a Thomas Guggeis con il violinista Sergey Khachatryan, nel Concerto per violino e la Sinfonia N. 7 di Beethoven, affiancato a Subito con forza di Unsuk Chin. Tugan Sokhiev tornerà sul podio con la Toccata e Fuga in re minore di Bach (orchestrazione di Leopold Stokowski), la cantata Giovanni di Damasco di Sergei Taneyev e la Suite N. 3 di Tchaikovsky. Chiude il mese Jakub Hrůša con il pianista Daniil Trifonov, in un programma che comprende l'ouverture da Le creature di Prometeo di Beethoven, il raro Concerto per pianoforte di Antonín Dvořák e la Sinfonia N. 2 di Schumann.
Febbraio si annuncia particolarmente intenso. Tarmo Peltokoski dirigerà la Sinfonia N. 7 di Shostakovich accanto al Concerto per pianoforte N. 1 di Franz Liszt con Bertrand Chamayou. Pappano tornerà poi con il Concerto per pianoforte N. 5 di Beethoven affidato a Jan Lisiecki e la Sinfonia N. 8 di Sostakovich. Sempre a febbraio Lorenzo Viotti guiderà un programma con il Preludio e la "Morte di Isotta" da Tristano e Isotta, il Concerto per violino n. 1 di Karol Szymanowski con Lisa Batiashvili e La Sagra della primavera di Igor Stravinsky. A chiudere il mese sarà Fabio Luisi con la Missa Solemnis di Beethoven.
Il mese di marzo prosegue con Harding che dirige un programma con Romeo e Giulietta di Tchaikovsky, il Concerto per pianoforte N. 3 di Prokofiev affidato a Beatrice Rana e la Sinfonia n. 2 di Jean Sibelius. Due settimane dopo, arriva un evento speciale: Charles Dutoit dirige l’orchestra con la leggendaria pianista Martha Argerich nel Concerto per pianoforte N. 1 di Ludwig van Beethoven, accanto alla suite da Ma mère l'oye di Maurice Ravel e Petruška di Stravinsky. Sempre a marzo Manfred Honeck propone un programma che include la prima italiana di Peccato, ormai è troppo tardi di Jüri Reinvere e musiche di Beethoven quali la Sinfonia N. 1 e l’oratorio Cristo sul Monte degli Ulivi.
Aprile è caratterizzato da numerose presenze di Harding. Prima però si ascolta Gustavo Gimeno con il violinista Frank Peter Zimmermann, in un programma che comprende la prima assoluta di Viaggio di Carlo Boccadoro, il Concerto per violino e orchestra di Hindemith e la celebre suite sinfonica Shéhérazade di Nikolai Rimsky-Korsakov. Harding dirige poi un grande affresco francese con pagine di Ravel e Claude Debussy, culminante nel balletto Daphnis et Chloé. Subito dopo, continua il progetto dell'integrale esecuzione delle sinfonie di Mahler, e viene affrontata la N. 5. Un altro momento centrale della stagione è il concerto con la prima assoluta di Rischiare la gioia di Stefano Gervasoni seguita dalla Sinfonia N. 9 di Beethoven. Alla fine di aprile arriva il pianista e direttore Rudolf Buchbinder con un programma interamente mozartiano comprendente tre concerti per pianoforte, quali il 9 (“Jeunehomme”), il 22 e il 23.
Maggio si apre con Semyon Bychkov e le sorelle Katia e Marielle Labèque nel Concerto per due pianoforti di Francis Poulenc, accanto a Frenzy di John Adams e ai Quadri di un’esposizione di Modest Mussorgsky. Nel cuore del mese Harding torna per dirigere l’opera Pagliacci di Ruggero Leoncavallo in forma di concerto, con il tenore Brian Jagde nel ruolo di Canio, Carolina López Moreno nelle vesti di Nedda e Ariunbaatar Ganbaatar come Tonio; concludono il cast Matteo Mezzaro (Beppe) e Mattia Olivieri (Silvio). Pochi giorni dopo Harding dirige un’altra grande sinfonia mahleriana, la numero 6, mentre la settimana successiva Elim Chan guida un programma con Alexander Malofeev al pianoforte nella Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninoff e musiche di Sergei Prokofiev.
La stagione si conclude a inizio giugno con un appuntamento particolare: sul podio sale il compositore e direttore Joe Hisaishi, celebre autore delle colonne sonore dei film di Hayao Miyazaki, che dirige un concerto interamente dedicato alla propria musica, comprendente un Concerto per orchestra e una suite sinfonica dalle musiche scritte per lo Studio Ghibli.
Accanto a questo pieno calendario di concerti sinfonici è naturale attendersi anche altre attività che completano la vita musicale dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È molto probabile, ad esempio, che l’orchestra sia impegnata in uno o più tour internazionali durante la stagione, forse nel periodo di metà marzo, quando il calendario dei concerti presenta una breve pausa. Non è da escludere inoltre l’aggiunta di concerti straordinari fuori abbonamento, eventi speciali o serate dedicate a particolari progetti artistici, che spesso vengono annunciati nel corso della stagione. A questi si affiancano normalmente attività didattiche e iniziative rivolte alle scuole, che rappresentano una componente importante della missione culturale dell’Accademia.
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