Rai5 propone in seconda serata Muti che prova e dirige il Requiem di Verdi

Pubblicato il 7 gennaio 2026 alle ore 19:08

A partire da giovedì 8 gennaio, alle 22.20 su Rai 5, va finalmente in onda un qualcosa di nuovo riguardante la musica classica: Muti prova il Requiem di Verdi, un progetto che avrebbe meritato ben altro spazio nel palinsesto. Dopo essere stata annunciata e attesa per la fine di novembre, la serie è stata infatti rinviata, lasciando intendere come la cultura musicale venga troppo spesso sacrificata a favore di repliche e programmi di scarso valore artistico. È un’occasione unica per il pubblico italiano eppure la si confina ancora una volta in seconda serata, come ormai tanti programmi musicali (vedi Lohengrin: cominciato alle 22:30 e finito alle 2:00), oppure, ancora peggio, alle 8:00 del mattino.

La serie è un magistrale retroscena della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, un percorso formativo in otto puntate che guida lo spettatore al cuore di una delle composizioni sacre più intense del repertorio. Attraverso lo sguardo e l’esperienza di Riccardo Muti, artista proprio di questa composizione e che riproporrà anche al Festival di Salisburgo di quest'anno (maggiori informazioni su https://www.salzburgerfestspiele.at/en/p/vienna-philhamonic-muti-2026), ogni episodio esplora i momenti compositivi ed esecutivi del capolavoro verdiano, offrendo chiavi di lettura e approfondimenti difficili da trovare altrove. 

Il ciclo di prove e lezioni di del Requiem di Verdi rientra nell'ambito dell’Italian Opera Academy, l’accademia di alta formazione musicale fondata da Riccardo Muti per trasmettere ai giovani direttori e musicisti l’esperienza interpretativa e la profonda comprensione dell’opera italiana. È qui che, tra lezioni, discussioni e proe con l’orchestra, prende forma un percorso che guida il pubblico dentro le pieghe di uno dei capolavori più intensi di Verdi, con riprese che mostrano prove, riflessioni e momenti preparatori al cuore di questa Messa da Requiem. 

Tra i giovani talenti coinvolti nell’accademia di quest’anno c’è Andreas Ottensamer, clarinettista austriaco di fama internazionale. fino al 27 gennaio 2025 è stato primo clarinetto dei Wiener e dei Berliner Philharmoniker e ha collaborato come solista anche in ambiti piuttosto importanti, come l'Europakonzert 2017, dove ha interpretato il Concerto per clarinetto e orchestra N. 1 di Weber e la Fantasia ungherese su temi di Carl Maria von Weber di Koncz.

Il format, già riproposto negli anni passati, si propone di aprire lo spartito e la sua esecuzione al grande pubblico, mostrando come un’opera così potente nasca, si costruisca e si interpreti nella pratica. È un progetto che avrebbe potuto raggiungere molte più persone se, come sarebbe giusto per un evento di tale levatura culturale, fosse stato programmato in prima serata o almeno in una fascia di maggiore visibilità. 

Inoltre, non va dimenticato che le puntate, pur essendo dense di contenuti, hanno una durata leggermente inferiore all’ora piena (circa 50 minuti), un tempo che sembra debba ubbidire ad un palinsesto televisivo che troppo spesso mette al primo posto la nostalgia di repliche di altri programmi piuttosto che la divulgazione culturale e artistica. 

In un periodo in cui ogni occasione per avvicinare il pubblico alla grande musica dovrebbe essere colta e valorizzata, vedere un progetto di questo calibro relegato alla seconda serata è davvero deludente. L'opera lirica italiana è pur sempre Patrimonio dell'umanità, dunque merita più attenzione, pubblico e rispetto: un pubblico più ampio dovrebbe poter comprendere perché Verdi e la sua musica restano centrali nella nostra tradizione culturale e come un maestro come Muti sappia tradurre emozione e rigore in una lezione di musica viva.